Distanziamento Sociale - come affrontarlo

Ci risiamo... abbiamo ripreso saggiamente a rimanere a casa più possibile per evitare di contagiare o essere contagiati, alcuni di noi per scelta, altri per restrizioni imposte dall'alto. La scelta è giusta, il momento lo richiede. Ma ci ritroviamo a fronteggiare un mostro che con l'estate avevamo sotto sotto sperato di non rincontrare: l'isolamento. Ci chiedono nuovamente di ridurre più possibile le interazioni, di restare distanziati, di rimanere più possibile a casa a meno che non sia necessario.

Così, in questo momento ci troviamo tra due forze potenti in netto contrasto tra loro: da una parte la necessità di seguire protocolli di distanziamento fisico, dall'altra il desiderio più forte del solito di stringere i propri legami. In questi tempi, infatti, abbiamo forse compreso meglio quanto siano importanti per noi alcuni rapporti, quanto conti la possibilità di avere un contatto fisico con amici, familiari, partner, che davamo ormai per scontato. Tutto questo ci fa sentire più vicini all'altro, più desiderosi di investire nei rapporti, di coltivare i legami e stringersi ai propri affetti. Eppure, proprio in questo momento in cui abbiamo realizzato con chiarezza tutto ciò, il motivo stesso che ci ha portato a questa consapevolezza è anche quello che ci impedisce di concretizzare questo ritrovato desiderio di vicinanza.

Allora che fare? Lasciarsi trasportare in un turbine di pensieri negativi su quanto tutto questo sia ingiusto e ci faccia star male? Oppure far prevalere la ragione e mettere da parte queste emozioni, convincendosi che è superficiale farsi prendere da questi dispiaceri di fronte alle tragedie di una pandemia? Niente di tutto questo. Quello che bisogna fare invece è ASCOLTARSI.
Ascoltarsi significa sentire le nostre emozioni così come affiorano, senza giudicarle come esagerate o inappropriate; significa darsi il tempo e lo spazio per vivere tutte queste emozioni; significa accettare di avere momenti di positività e speranza e altri invece di pessimismo e rassegnazione; significa individuare i propri bisogni, qualsiasi essi siano, e trovare il modo di soddisfarli (senza ovviamente andare contro quelle che sono le misure di prevenzione e contenimento del virus).
E se tra i propri bisogni emerge il bisogno di sentirsi meno soli? Di riavvicinarsi agli altri? Rispondete a questo desiderio, mantenendo i contatti con le persone (senza mettervi e mettere altri a rischio contagio) e allo stesso tempo rendete il vostro tempo da soli un "tempo di qualità", in modo da non sentirvi schiacciati dal peso dell'isolamento.

Se ti stai chiedendo come sia possibile fare tutto questo, ecco alcuni consigli pratici

  1. Rispetta le regole imposte ma non rinunciare a coltivare i tuoi legami (amicali, amorosi, familiari, ecc). Usa tutte le possibilità che la tecnologia ci offre per la comunicazione a distanza.
  2. Preferisci delle videochiamate più o meno frequenti, piuttosto che dei messaggi scritti. Ormai con il telefono si fa di tutto: si guarda il tempo, le notizie, le costellazioni, si programmano allenamenti, modificano foto, contano le calorie, condividono post, ma...ricordiamoci la sua funzione principale: è un telefono! Chiama (e magari videochiama) le persone della tua rubrica con cui hai piacere di mantenere i rapporti e sentirai una maggiore vicinanza, riscoprendo un modo di tenersi in contatto che consideriamo forse datato e abbiamo messo un po' troppo da parte.
  3. Opta per giochi online che prevedano la condivisione con altre persone, piuttosto che giochi in solitaria, oppure organizza la visione di film/serie TV in contemporanea con i tuoi amici anzichè fare lunghe maratone da solo.
  4. Finchè si può esci, con le dovute misure di sicurezza, anche solo per una passeggiata. è un modo per vedersi inseriti in una realtà fatta di altre persone e sentire meno una realtà di isolamento.
  5. Informati su come le persone intorno a te (più e meno conosciute) stanno vivendo questo momento e proponiti di offrire loro aiuto se ne hanno bisogno (che sia un aiuto pratico o emotivo). Rendersi utili rafforza il senso di vicinanza agli altri.
  6. Te la cavi con le lingue (o almeno l'inglese) ? Approfitta dei social per stringere rapporti a distanza con persone della tua età che vivono la stessa situazione in altre parti del mondo, confrontati sulle difficoltà, sulle modalità di gestione, sui vissuti emotivi...può essere un'ottima occasione per acquisire un "PenPal" virtuale e condividere le tue esperienze con persone nuove che vivono in altre parti del mondo!
  7. Per la chiusura anticipata delle attività e il lavoro/scuola da casa ti ritrovi con più tempo libero da passare a casa? Non viverlo come "tempo vuoto" ma come "tempo libero". Tira fuori la lunga lista di tutte le cose che non hai mai il tempo di fare e che rimandi da settimane, mesi, magari anni! Fai anche cose che semplicemente ti piace fare ma non riesci mai a dedicargli tempo perchè "prima il dovere!".
  8. Non giudicare le tue emozioni. Non rimproverarti quando senti delle emozioni negative, quando ti senti abbattuto, triste, solo, annoiato,ansioso, rassegnato, spaventato, negativo, arrabbiato, saturo. Non dirti "è sbagliato, non è questo il modo di reagire, devo reagire meglio!"...così non fai altro che vivere in maniera negativa dei sentimenti già di base negativi (e negativo + negativo = ...pessimo, davvero pessimo, impatto sul tuo benessere psicofisico!)
  9. Tieniti informato sull'evoluzione della pandemia leggendo le informazioni da fonti riconosciute attendibili oppure ascoltando i telegiornali (1 volta al giorno è più che sufficiente).
  10. Non lasciarti andare, prenditi cura di te: con la cura del corpo, il rilassamento, l'idratazione, l'alimentazione sana, l'esercizio fisico, l'ascolto dei tuoi pensieri ed emozioni. Se senti il bisogno o il desiderio di ricevere un supporto o un aiuto per gestire le emozioni di questo momento, rivolgiti a un professionista Psicologo. Dopotutto, quello che stiamo vivendo è a tutti gli effetti un trauma, un'esperienza traumatica mondiale, e i tuoi vissuti meritano di essere ascoltati, accolti, condivisi, rielaborati, per trovare il modo migliore di adattarsi alla situazione attuale.

Articolo a cura della
Dott.ssa Valeria Vitale
Psicologa a Roma

Dott.ssa Valeria Vitale

Psicologa

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Iscritto all'Ordine degli Psicologi della Regione Lazio col n. 25110

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