Vita di coppia - Come gestire i conflitti

Vita di coppia - Come gestire i conflitti

Ci sono dei modi comuni a molte persone di reagire di fronte a problemi di coppia, ma il fatto che siano frequenti non significa che siano giusti! Anzi, in questo caso sono proprio sbagliati. Quali sono queste reazioni da evitare?

  1. adattarsi all'altro: ti rendi conto che qualcosa della relazione non ti fa stare bene o ti manca, però magari glielo dici qualche volta, poi provi a farglielo intendere dai comportamenti...e poi basta. Decidi di arrenderti, inizi a pensare che alla fine il problema se lo senti solo tu sarà un problema tuo, e finisci per adattarti all'altro.
  2. annullarsi per non creare problemi: senti che ti manca qualcosa o che qualcosa non va nel vostro rapporto, ma te lo tieni per te. Eviti di parlarne e farglielo presente (ma pensi davvero che non traspaia dai comportamenti o il linguaggio del corpo?). Pensi che non conti molto quel tuo vissuto, o che comunque non valga tanto da rischiare di compromettere la calma e l'equilibrio della coppia (anche se chiaramente...si tratta di una finta calma!)
  3. tirar fuori continue discussioni focalizzandosi su cose che l’altro ha detto o non detto, che ha fatto o non fatto, senza lasciare davvero spazio al nucleo centrale del problema. In questo modo, tra l’altro, il partner non prende consapevolezza del significato vero di questa “lotta” che portate avanti.

Quello che dovreste invece fare come coppia è mettere in luce il vero problema. Non sempre è semplice capire quale sia. Molto spesso alla base dei problemi di coppia c’è un conflitto, una competizione vera e propria, tra i bisogni e le aspettative dei due partner.

È molto comune, infatti, che uno o entrambi abbiano un bisogno che non viene appagato nella relazione, o perché è in conflitto con il bisogno dell’altro, o per il mancato interesse dell’altro verso quel tipo di bisogno manifestato.

Facciamo un esempio molto semplificato: lo scontro molto frequente tra un marito molto preso dal lavoro e quindi poco partecipe nella famiglia, e una moglie che si lamenta del mancato interesse del marito per la famiglia.

Dietro le “lamentele” della moglie può esserci un bisogno di attaccamento (di sentirsi protetta, consolata, accudita) e dietro al marito un bisogno di autoaffermazione (di sentirsi utile, competente, riconosciuto).

Entrambi bisogni legittimi e nati da mancanze avute in quell’ambito nell’esperienza di vita e di relazione passate, MA pur sempre bisogni in CONFLITTO TRA LORO.

Cosa fare allora? “Semplicemente” andare oltre la manifestazione dei bisogni, guardare cosa c’è dietro, confrontarsi e negoziare. Ma non è affatto facile, perché in fondo questo tipo di reazione ai problemi della coppia implica il mettersi a nudo per l’altro, mostrare le proprie vulnerabilità, fargli vedere la parte più fragile di sé.

Inoltre spesso risulta difficile vedere con lucidità ed oggettività la posizione del partner in un conflitto.

Come può aiutarvi quindi un professionista?

  • Può aiutarvi a vedere le parti vulnerabili di entrambi che si nascondono dietro ai conflitti e a prendere consapevolezza della visione di ognuno del problema
  • Può restituirvi una lettura dei vostri conflitti come problematiche più profonde (che spesso hanno radici anche molto lontane), e mettervi davanti alla disfunzionalità delle principali dinamiche, capirne il senso e quindi modificarle
  • Può “risvegliare i giganti addormentati”, ovvero mostrarvi come il passato di entrambi si ripresenta e influenza l’attuale relazione, per comprendere meglio il vostro funzionamento di coppia e modificarlo con una nuova e più profonda consapevolezza.

Ricordatevi sempre che….

Inevitabilmente ENTRAMBI filtrate le esperienze e situazioni in maniera soggettiva. Quindi quando vi rendete conto che lo sta facendo l’altro, non pensate che stia DISTORCENDO la realtà, ma che quella sia la realtà attraverso il SUO filtro e che lo stesso stai facendo tu.

Non c’è una REALTÀ OGGETTIVA, e la realtà non è solo quella più coerente con i FATTI.

Non è una lotta per decidere quale delle due visioni sia la più giusta (e nel caso andiate da un professionista, non aspettatevi quindi che il suo ruolo sia quello dell’arbitro che vi dice chi ha ragione chi torto)Condividete ed ascoltate le vostre visioni, le vostre realtà soggettive, dandovi la possibilità di sentirle come legittime e reali

Cercate di avvicinarvi e comprendere ognuno la visione dell’altro.

Ricordatevi che essere una coppia non è un
“ME + TE” o un “ME vs TE” o un “o ME o TE”

Come coppia siete un NOI, qualcosa di più dell’unione di due persone, un progetto comune fatto di influenze reciproche.


Articolo a cura della
Dott.ssa Valeria Vitale
Psicologa a Roma

Dott.ssa Valeria Vitale

Psicologa

Partita IVA 15491781009
Iscritto all'Ordine degli Psicologi della Regione Lazio col n. 25110

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